Romanzi

Il delitto del conte Neville

10632324_205222599854909_550994070_n(1)
“Il delitto del conte Neville”, edito da Voland.

Oggi vi parlo de Il delitto del conte Neville (Voland, 2016) di Amèlie Nothomb.
Non avevo mai letto nulla di questa autrice che ho scoperto essere particolarmente prolifica (pubblica infatti all’incirca un libro all’anno), ma sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo libriccino che racconta una storia al limite del surreale.

2014, il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto dalle difficoltà economiche a vendere il suo meraviglioso ed amatissimo castello nelle Ardenne. Prima di abbandonare la sua dimora, però, è deciso a dare un ultimo sontuoso ricevimento per celebrare l’onore della sua famiglia e consacrare definitivamente le sue doti di ospite, ereditate dal padre ed apprezzatissime nell’alta società locale. Neville ha tre figli, Oreste, Electre e Sérieuse, ma solo i primi due hanno ereditato la bellezza e il carattere solare della madre Alexandra. Sérieuse è una fanciulla triste, maldestra e non particolarmente bella, che dopo un’infanzia da bambina prodigio si è gradualmente spenta trasformandosi in una creatura che appare perennemente a disagio nella propria pelle.
Una sera, due giorni prima del ricevimento, Sérieuse decide di scappare di casa e viene ritrovata nella foresta da una veggente che, nel riconsegnare la ragazza al padre, gli fa anche dono di una profezia non richiesta: durante la festa, il conte ucciderà uno dei suoi invitati. Per Neville, che vive nel culto degli ospiti e si propone di essere sempre il migliore dei padroni di casa, la prospettiva di assassinare uno dei convitati si trasforma in una fonte di terribile angoscia che lo spinge ad interrogarsi costantemente sull’identità della possibile vittima e lo priva del sonno.

“L’insonnia consisteva in una prolungata incarcerazione insieme al proprio peggior nemico. Quest’ultimo era la parte maledetta di sé. Non tutti ne sono provvisti: perciò non tutti conoscono l’insonnia”

Gli sviluppi della vicenda, complice anche la misteriosa Sérieuse, saranno del tutto imprevedibili e condurrano ad un finale…decisamente ad effetto!

La Nothomb ha saputo costruire un racconto che unisce in maniera eccellente gli elementi principali del mondo fiabesco (l’aristocrazia, il grande ricevimento da preparare, la veggente, la profezia magica) con le tinte noir tipiche dei romanzi polizieschi. Di poliziesco, però, qui c’è ben poco, dal momento che il nome dell’assassino ci viene rivelato fin dall’inizio, con un espediente narrativo ‘rubato’ all’Oscar Wilde della novella Il delitto di Lord Arthur Savile. Facendo sfoggio di una vasta erudizione, l’autrice attinge largamente non solo alla letteratura moderna, ma anche e soprattutto alla letteratura greca. Non è un caso che i primi due figli di Neville si chiamino Oreste ed Electre, e non è un caso che il conte abbia evitato di chiamare Iphigenie la sua terza figlia, tentando così di scongiurare l’oscuro presagio di infanticidio che il nome avrebbe inevitabilmente portato con sé. Neville ha tratto dal mondo antico non soltanto i nomi dei suoi ragazzi, ma anche e soprattutto il concetto di sacralità dell’ospite ed uno spirito fortemente superstizioso e scaramantico, che lo porta suo malgrado a credere che ad ogni nome corrisponda un destino e che una profezia senza alcun fondamento possa rivelarsi più reale della realtà.

“-Come ben sai, non ti ho chiamata Iphigenié. Traine le conseguenze.
-Forse quando si chiamano i figli Oreste ed Electre, l’impulso è così forte che,           qualunque sia il nome della terza, il destino si mette in moto.
-Sciocchezze. Non sento nessun segnale di questo tipo.
-Il destino agisce anche se tu non lo senti.
-Il destino non esiste.
-Allora perché credi alla profezia della signora Portenduère? […]
-Non lo so. La cosa non ti riguarda.”

Con grande ironia e sagacia, la Nothomb ci consegna il ritratto di un uomo che si ritrova al centro di un dramma grottesco incentrato sull’idea di destino. Ma esiste un destino? Si può fare qualcosa per sfuggirgli? O forse l’uomo non ha altra scelta se non quella di adempiervi?

Sullo sfondo, l’autrice disegna il ritratto non troppo lusinghiero dell’aristocrazia belga cui lei stessa appartiene (non è un caso che Neville abbia lo stesso significato di Nothomb, che deriva dall’inglese ‘new town’), che appare interamente concentrata sulle apparenze, sull’onore, sul mantenimento di un elevato stato sociale. Perfino la scelta della possibile vittima di un delitto viene orientata dal desiderio di continuare a far parte di una classe socialmente privilegiata, tanto che il conte Neville arriva a chiedersi chi potrebbe uccidere senza che per questo la sua famiglia debba essere esclusa dagli inviti ai principali eventi mondani. L’autrice ha dichiarato di aver immaginato la storia raccontata nel romanzo proprio ripensando a quei ricevimenti più volte organizzati dai suoi genitori, che la spingevano a desiderare di uccidere almeno uno di quegli ospiti invadenti che le rubavano l’attenzione di suo padre. Come il conte Neville, questi era un uomo taciturno e riservato nel rapporto con i suoi familiari, ma si trasformava in un funambolico re della conversazione durante le feste da lui organizzate, mostrando un doppio volto che provocava nell’autrice un forte senso di frustrazione e gelosia. La sfida davanti alla quale Sérieuse porrà suo padre, è la sfida che la Nothomb lancia al proprio padre, il romanzo diventa il mezzo per esternare e sfogare una segreta sofferenza infantile.

Tra dilemmi, colpi di scena e brillanti scambi di battute, le 90 pagine de “Il delitto del conte Neville” scorrono piacevolmente trascinando il lettore sulle tracce di una vittima predestinata… o forse no? L’unico difetto di questo volumetto è la sua brevità, ve lo consiglio vivamente se volete trascorrere qualche ora in buona compagnia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...